Termoli

Luogo di incanto, di quiete e di tempeste, di riposo, luogo di pace. Di viole d’inverno, di fiori gialli come punti nei lidi.

Terra di legami. Ruvidi, profondi, robusti.

Un innamoramento.

Archi, vicoli e piazze,vecchie fontane. Le Torri e il Castello, la Cattedrale e le Chiese.

Il mare, il porto e Trabucchi. Case nuove e antiche, irregolari, invecchiate.

Luogo di memorie, di storia e di storie. Di luoghi familiari.

Di ricordi. Il ricordo di una barca impregnata di salsedine, di un canto  dei pescatori, figli di pescatori.

Thermulae, Termolante, Interamnia, Termon. Questa é, ancora, Termoli. Origini, radici, la storia della sua storia e di leggende. Di tracce. Le orme di Diomede. L’ Età Romana e i secoli dei Barbari, le gesta dei Normanni.

Odore di genti lontane, di un tempo passato, presente nei muri, nelle pietre nei vicoli stretti.

Dettagli intimi della città.

E il suo Borgo. Alto, medievale, piccolo, antico, angusto, ricco, semplice, bello. Isola.

Le Mura forti e possenti, i baluardi paladini che proteggono, le Torri difendono e finiscono a guardare il porto grande, sconfinato. Mura orgogliose che contengono e comprendono, cingono e abbracciano donne sedute sull’uscio.

Il tramonto si avvicina sui tetti e il muraglione diventa rosso, rosa, che colora le case e tutt’intorno. E lieve cade nel mare spinto da un vento dolce, leggero.

Bellezza rasserenante.