Turioni di Pungitopo, che delizia!

Turioni (Renato Corradi)

Si chiamano Turioni non solo le parti commestibili dell’Asparago, ma anche del Pungitopo, un piccolo cespuglio sempreverde diffuso in tutto il territorio italiano; pianta ornamentale, ma anche medicinale e considerata potente portafortuna.
Adoro i Turioni selvatici di Pungitopo, ricercatissimi dai conoscitori, che si raccolgono nei prati incolti o nel bosco in primavera, da marzo a maggio. Simili agli “asparagi” selvatici, meno appariscenti, più eleganti e soprattutto squisiti, si distinguono per il gusto amarognolo e aromatico. La loro raccolta, in alcune regioni italiane, è vietata, in altre è regolamentata . E’ quindi necessario praticare un “ Foraging” responsabile ed etico perché anche la raccolta del cibo selvatico – “wild food” – deve essere sostenibile e rispettosa dell’ambiente, perché la natura va rispettata e protetta ogni giorno.

I Tuironi di Pungitopo sono ideali cucinati con il riso, i formaggi tipici molisani, le uova , i funghi, la carne, con il pesce dell’Adriatico oppure sott’olio o sott’aceto. Non deludono mai e fanno anche bene alla nostra salute perché ricchi di oli essenziali, sali minerali, fitosteroli, flavonoidi, zuccheri, acidi grassi e acidi organici.  Vantano proprietà diuretiche, antinfiammatorie e sono utilizzati come vasocostrittore naturale nella terapia delle vene varicose e fragilità capillare, aumentando il tono della parete venosa e favorendo la circolazione del sangue dando quindi conforto alle gambe pesanti e gonfie.

Preferisco pensare ai “Turioni in cucina”. Adoro la frittata con uova “di campagna” e turioni appena raccolti, teneri e aromatici. Certo è una coccola rara, ma quando accade rende la giornata speciale. In fondo bastano gesti semplici, piccole cose per apprezzare la Vita.

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