Gabbiano Joe by Giuseppe Ramunno

Seagull Joe Termoli

Il Gabbiano Joe racconta di Termoli, una cittadina sul mare di una piccola Regione, il Molise, che non esiste…

Mi chiamo Joe e sono un vecchio gabbiano, un po’ stanco ma, ancora, non smetto di sognare che tante cose possano cambiare…. in meglio. Nato in Puglia, da 30 anni, felice, con la mia compagna, abbiamo scelto di vivere in una terra – Molise – che, ancora oggi, molte persone dicono che non esista. Strano ma vero! 

E proprio in una parte molto bella di questa terra “che non esiste” (paradosso intrinseco!), esattamente a Termoli, sono nate le mie due gabbianelle che, ora, vivono l’una a Bologna e l’altra a Ravenna, due città del Nord Italia, molto ricche, ma con un clima più sfavorevole; questo mi da un po’ di nostalgia perché so che a loro piace il clima caldo, il territorio soleggiato e soprattutto il mare di Termoli.

Una storia leggendaria che mi ha raccontato mio padre, strettamente legata a Termoli ed al suo territorio marino, mi ha particolarmente colpito e, perciò, mi piace raccontarla ai miei fratelli gabbiani che vengono  a visitare la cittadina o il territorio dove ora io vivo o che, semplicemente,  sorvolano la zona.

Si tratta della leggenda di Diomede, compagno di Ulisse, che, ritornando a Itaca, come il suo Re, dopo la fine vittoriosa della guerra di Troia, morì con tutto il suo equipaggio per aver perso la rotta e per essersi troppo avvicinato a degli isolotti avvistati ed esservi naufragato con la sua fragile nave, distrutta e inghiottita nel mare insidioso per gli scogli appena sommersi di quelle piccole isole pittoresche, dal mare cristallino, molto vicine alla costa, molto visitate perché facilmente raggiungibili oggi dal porto di Termoli e che gli umani da allora chiamarono Diomedee, in ricordo dell’eroe greco. 

Si dice che, ancora oggi, nelle notti di luna piena, i miei fratelli gabbiani di queste isole, anch’essi dagli isolani chiamati Diomedee, cantino  i lamenti  e le nostalgie malinconiche  di quei marinai morti, dispersi in mare, nel tentativo vano di tornare alle proprie case.

Altri umani, addirittura, dicono che quei marinai morti nel naufragio si siano trasformati, per un incantesimo, proprio in quei  gabbiani. Chissà se è vero e se tra loro c’è qualche mio gabbiano antenato che possa aver assistito al naufragio! Certo so che nei fondali marini delle isole Tremiti (a me piace chiamarle Diomedee), sono stati trovati relitti di navi romane , se non greche, con molte anfore in terracotta,  molto attrattive per alcuni turisti.

Ed ora continuo il mio volo, ripromettendomi di raccontarvi un’altra storia nei prossimi giorni.

Gabbiano Joe (alias Giuseppe Ramunno per Laura Selection)

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