Amaranto – il piccolo gigante

Amaranth (Renato Corradi)

L’amaranto è una pianta originaria del Centro America dove era coltivata dalle popolazioni precolombiane. Gli Aztechi lo definivano il “misterioso grano” o “il grano degli Dei”; i semi erano apprezzati per le alte qualità energetiche ma soprattutto per l’uso nei rituali religiosi. Infatti l’amaranto, impastato con farina di mais, era utilizzato per forgiare figure antropomorfe ispirate agli idoli celebrati; al termine del rito propiziatorio queste figure venivano consumate. Tutto ciò condizionò i religiosi che accompagnavano i conquistadores spagnoli i quali imposero la coltivazione dei cereali europei anche al fine di sopprimere questi rituali religioni.

Anche i popoli Maya lo usavano come nutrimento; gli Incas lo definivano il “piccolo gigante” apprezzandone principalmente il potere curativo. In effetti anche dal punto di vista botanico l’amaranto è una pianta dai poteri straordinari : una sola pianta produce ben 500.000 piccoli semi capaci di restare dormienti ma vitali in terra per molti anni; la sua clorofilla – denominata C4 – è capace di sintetizzare sostanze nutritive con una velocità 4 volte superiore alle altre piante.

Come per grano saraceno, quinoa, manioca e sago, l’amaranto, non facendo parte delle graminacee, non può essere considerato un cereale. La costituente proteica raggiunge ben il 16 % con ottimi livelli di lisina, aminoacido invece carente nei cereali. Le componenti proteiche hanno caratteristiche di assorbimento e metabolizzazione tali da raggiungere una efficace captazione degli aminoacidi contenuti all’interno dei tessuti umani.
Non contiene glutine ed è particolarmente ricco in calcio (due volte di più del latte), fosforo, magnesio e ferro (quest’ultimo 5 volte più alto che nel grano). Per 100 gr di semi di amaranto si ha un contenuto calorico di 343 Kcal; la sua componente lipidica si distingue per alto contenuto di acido linoleico: un omega-3 utile per contenere i livelli di colesterolo nel sangue e con capacità di abbassare i livelli infiammatori. L’alto contenuto di tannini lo rende anche un alimento dalle importanti proprietà antiossidanti e antidiabetiche in quanto rallenta la digestione dell’amido e determina un rilascio di glucosio nel sangue più graduale.

Per cucinare l’amaranto è sufficiente bollire 1 tazza di semi con 2 tazze d’acqua per circa 20 minuti. L’aggiunta di alcune erbe fresche o radice di zenzero accentua il sapore dolce e delicato.

 

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