Sul Greto del Trigno

Martin Pescatore (Renato Corradi)

Alle pendici di Monte Capraro nasce il fiume, Il Trinius per gli antichi. Durante il suo percorso, ora tranquillo ora impetuoso, raccoglie le acque di numerosi affluenti e segna il confine tra Molise e Abruzzo.

Qui la vegetazione è rigogliosa

Fitta nel bosco degli abeti secolari, sopra il quale il Nibbio sembra volteggiare libero com’è nel cielo. Ingarbugliata tra i canneti e l’erba alta dove, come un camaleonte, il Germano Reale si mimetizza, con le sue piume colorate di marrone.

Sul greto del fiume, nuvole verdi, punteggiate di infiorescenze gialle, gradevolmente profumate, è il Salice con i suoi lunghi rami, ricadenti e ondeggianti. La chioma grande e tonda diventa rifugio ideale dell’Airone Cenerino che, maestoso nel suo volo, raggiunge con battiti d’ala lenti e profondi.

Poi tutt’intorno i Pioppi.

Giunge il crepuscolo sul quale si disegna la tozza sagoma della Notturna Nitticora.

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