Il Castello Svevo – Termoli

il castello svevo (Renato Corradi)

Al di là del muro dei capperi in fiore.

Grande.  Forte. Guardiano.

Si erge solitario nel vento che viene dal mare. Il mare  temuto, che lo ha voluto, preteso.

Aspetta le alte mura, rosse e possenti. Si incontrano e tutto é intorno al Borgo, come un abbraccio.

Svevo e orgoglioso come il volere di Federico II, “Stupor Mundi”, imperatore, re.

Ombra del suo signore, della sua magnificenza, della sua forza, severità e protezione. Simbolo.

Demolito. Costruito e ricostruito. Ampliato e modificato.

Assicura e rassicura, difende.

Porto sicuro.

Torre dentro una torre. Geometria precisa.

Mura in pietra, compatte, che aprono feritoie, come bocche che lanciano e urlano a ferire la terra e il mare. A salvare.

Il Castello se ne sta là, misterioso, solitario e segreto.

Gigante malinconico.

 

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