Campo de’ Fiori.

Al termine delle via dei Giubbonari. Intorno fabbricano bauli, modellano cappelli.

Prato fiorito di margherite e papaveri, terre lavorate a forma di orto.

Riceve la sua forma. Tutto inizia sullo stesso suolo.

Cose, segni d’altre cose nascono senza conoscersi. Incomunicabili tra loro.

L’immagine di una fontana dai delfini di bronzo.

Poi, di un bronzo vigoroso la statua in mezzo alla piazza.

Ricordo “del libero pensiero”.

Mezzogiorno luminoso e pieno.

La piazza si riempie variopinta. Dipinta.

Tiepida e d’oro aspetta le sue lunghe notti di stelle. Di echi e di illusioni.

Di rumori e di parole.

Negli occhi una vecchia cartolina: la stessa piazza com’era prima.